Cinque Terre express e la gaffe Pd dell'”A sua insaputa”
Pare ci sia un altro ministro della Repubblica in lizza per ricevere l’ambito premio “A sua insaputa”, ideato dopo la vicenda della casa nei pressi del Colosseo per cui il ligure Claudio Scajola venne processato e assolto in primo grado e per cui il reato venne in seguito prescritto in appello. Una casa che il nostro, potente ex ministro aveva poi venduto realizzando la bella cifra di un milione di euro.
L’ambito riconoscimento potrebbe andare al titolare del dicastero della cultura del governo Renzi, al secolo Dario Franceschini. In questo caso, per carità nessuna vicenda giudiziaria ne’ ipotesi di malversazioni, soltanto brutte figure personali. Che inevitabilmente si riflettono a livello periferico sul suo partito.
Ma partiamo da qualche mese fa, perché vogliamo dimostrare che la peculiarità del nostro ministro a non essere informato sui fatti di cui parla o si parla non è un caso limitato. Anzi. Vi ricordate la visita di Rohani a Roma per cui vennero inscatolate le statue con le pudende di fuori? In quel caso il nostro ministro disse di non averne saputo nulla. E si tirò fuori dalla polemica in cui naufrago’ in sua vece qualche valente funzionario ministeriale. La vicenda, naturalmente, fece scalpore anche al di fuori dei confini nazionali. Più ristretta invece la risonanza di questa ricaduta avvenuta nei nostri confini territoriali.
E anzi, se non ci fosse stato il cinguettio malevolo di un assessore regionale ligure probabilmente Dario Franceschini l’avrebbe fatta franca. Ma Gianni Berrino, che è l’assessore in questione, occupandosi del turismo, dopo la sorta di persecuzione attuata tra il giorno di Pasqua e quello di Pasquetta, dal capogruppo del Pd Raffaella Paita, non ha potuto fare a meno di prendersi una specie di rivincita. Quasi come se ce lo avessero tirato per la giacca.
L’antefatto parte dal numero chiuso per la strada dell’Amore nelle Cinque Terre e si riverbera nell’adozione introdotta con le festività di Pasqua di un rafforzamento dei convogli ferroviari, il cinque terre express, per smaltire la massiccia richiesta nella tratta nel periodo primavera-estate. Un servizio che andrà avanti fino al primo novembre , con corse ogni mezz’ora sulla tratta Levanto-La Spezia, con biglietto a 4 euro. Pare che l’avvio sia stato difficile, anche a causa della massiccia affluenza di turisti nella nostra Riviera. Così Raffaella Paita dopo aver visionato l’articolo pubblicato su La Nazione, la domenica di Pasqua attacca sul suo sito Twitter “Ecco la metropolitana leggera Toti-Berrino. Figuraccia internazionale. E oggi, dopo 24 ore di silenzio, torna all’attacco “cinque terre express, un disastro totale targato Toti-Berrino. Ne parleremo con il ministro Del Rio”. Certo La Paita, che fra l’altro proviene dalla Spezia, ha interpretato i malumori dei cittadini e degli addetti ai lavori. I quotidiani che hanno trattato l’argomento non hanno potuto fare a meno di evidenziare i disagi degli utenti e le proteste. Ma già nel giorno di Pasquetta le cose parrebbero essere andate meglio. Anche se come è’ stato consigliato anche dagli addetti ai lavori occorrerà lavorare in vista del 25 aprile, del primo maggio e delle prossime domeniche, tenendo conto che ormai la Liguria e’ diventata una tappa molto gradita ai turisti. L’assessore Berrino ha rintuzzato le critiche parlando soprattutto degli aspetti positivi: oltre diciottomila biglietti venduti e attese inferiori rispetto all’anno scorso. Certo chi si attendeva di cancellare tutti i disagi con un colpo di bacchetta magica e’ rimasto deluso. E in vista dei prossimi appuntamenti occorrerà lavorare.
Senonche’, evidentemente nel Pd non tutti erano al corrente della guerra scatenata dalla Paita a Toti-Berrino, o,forse, non tutti condividevano e condividono l’atteggiamento di scontro aperto che la capogruppo in consiglio regionale adotta scrivendo sulla sua mailing list e sulla sua pagina twitter.
Così qualcuno deve aver avvertito che, proprio il giorno di Pasqua, quasi in contemporanea con la Paita, sulla sua pagina twitter addirittura il ministro Dario Franceschini “benediceva” il cinque terre express con un cinguettio “Cinque Terre , arriva la metropolitana del mare”. E Gianni Berrino ha avuto gioco facile. Ha linkato il messaggio di Franceschini e ha commentato. “Ennesimo caso di bipolarismo nel Pd che in Liguria fa una cosa e a Roma un’altra”. E se Berrino se la ride senza dubbio la Sora Lella masticherà amaro. Certo che Franceschini, maestro dell’inconsapevole non ha fatto un favore alla battagliera capogruppo del Pd. A volte però gridare sempre al lupo può diventare controproducente. Fino a perdere del tutto la credibilità.
Ma partiamo da qualche mese fa, perché vogliamo dimostrare che la peculiarità del nostro ministro a non essere informato sui fatti di cui parla o si parla non è un caso limitato. Anzi. Vi ricordate la visita di Rohani a Roma per cui vennero inscatolate le statue con le pudende di fuori? In quel caso il nostro ministro disse di non averne saputo nulla. E si tirò fuori dalla polemica in cui naufrago’ in sua vece qualche valente funzionario ministeriale. La vicenda, naturalmente, fece scalpore anche al di fuori dei confini nazionali. Più ristretta invece la risonanza di questa ricaduta avvenuta nei nostri confini territoriali.
E anzi, se non ci fosse stato il cinguettio malevolo di un assessore regionale ligure probabilmente Dario Franceschini l’avrebbe fatta franca. Ma Gianni Berrino, che è l’assessore in questione, occupandosi del turismo, dopo la sorta di persecuzione attuata tra il giorno di Pasqua e quello di Pasquetta, dal capogruppo del Pd Raffaella Paita, non ha potuto fare a meno di prendersi una specie di rivincita. Quasi come se ce lo avessero tirato per la giacca.
L’antefatto parte dal numero chiuso per la strada dell’Amore nelle Cinque Terre e si riverbera nell’adozione introdotta con le festività di Pasqua di un rafforzamento dei convogli ferroviari, il cinque terre express, per smaltire la massiccia richiesta nella tratta nel periodo primavera-estate. Un servizio che andrà avanti fino al primo novembre , con corse ogni mezz’ora sulla tratta Levanto-La Spezia, con biglietto a 4 euro. Pare che l’avvio sia stato difficile, anche a causa della massiccia affluenza di turisti nella nostra Riviera. Così Raffaella Paita dopo aver visionato l’articolo pubblicato su La Nazione, la domenica di Pasqua attacca sul suo sito Twitter “Ecco la metropolitana leggera Toti-Berrino. Figuraccia internazionale. E oggi, dopo 24 ore di silenzio, torna all’attacco “cinque terre express, un disastro totale targato Toti-Berrino. Ne parleremo con il ministro Del Rio”. Certo La Paita, che fra l’altro proviene dalla Spezia, ha interpretato i malumori dei cittadini e degli addetti ai lavori. I quotidiani che hanno trattato l’argomento non hanno potuto fare a meno di evidenziare i disagi degli utenti e le proteste. Ma già nel giorno di Pasquetta le cose parrebbero essere andate meglio. Anche se come è’ stato consigliato anche dagli addetti ai lavori occorrerà lavorare in vista del 25 aprile, del primo maggio e delle prossime domeniche, tenendo conto che ormai la Liguria e’ diventata una tappa molto gradita ai turisti. L’assessore Berrino ha rintuzzato le critiche parlando soprattutto degli aspetti positivi: oltre diciottomila biglietti venduti e attese inferiori rispetto all’anno scorso. Certo chi si attendeva di cancellare tutti i disagi con un colpo di bacchetta magica e’ rimasto deluso. E in vista dei prossimi appuntamenti occorrerà lavorare.
Senonche’, evidentemente nel Pd non tutti erano al corrente della guerra scatenata dalla Paita a Toti-Berrino, o,forse, non tutti condividevano e condividono l’atteggiamento di scontro aperto che la capogruppo in consiglio regionale adotta scrivendo sulla sua mailing list e sulla sua pagina twitter.
Così qualcuno deve aver avvertito che, proprio il giorno di Pasqua, quasi in contemporanea con la Paita, sulla sua pagina twitter addirittura il ministro Dario Franceschini “benediceva” il cinque terre express con un cinguettio “Cinque Terre , arriva la metropolitana del mare”. E Gianni Berrino ha avuto gioco facile. Ha linkato il messaggio di Franceschini e ha commentato. “Ennesimo caso di bipolarismo nel Pd che in Liguria fa una cosa e a Roma un’altra”. E se Berrino se la ride senza dubbio la Sora Lella masticherà amaro. Certo che Franceschini, maestro dell’inconsapevole non ha fatto un favore alla battagliera capogruppo del Pd. A volte però gridare sempre al lupo può diventare controproducente. Fino a perdere del tutto la credibilità.
Il Max Turbatore


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